Ogni giorno vedo arrivare gente che fa il giro del lago in venti minuti. Scendono dall’auto, seguono il sentiero guardando il telefono, scattano tre foto e ripartono convinti di aver “fatto” Misurina. Poi ci sono quelli che impiegano due ore per lo stesso percorso, si siedono sulle panchine, osservano come cambia la luce sul Cristallo, e magari tornano il giorno dopo perché hanno capito che qui c’è qualcosa che vale la pena vedere con calma.
Dopo vent’anni qui, ti dico una cosa: il giro del lago di Misurina è tecnicamente il percorso più semplice che puoi fare in zona. Ma semplice non significa banale. Dipende da come lo affronti.
Prima di mettervi in cammino, una cosa pratica: in alta stagione trovare posto per l’auto non è scontato. Nell’articolo su dove parcheggiare al Lago di Misurina trovate i parcheggi per nome, le tariffe ufficiali e l’orario giusto per arrivare.
Il percorso: quello che devi sapere prima
Il sentiero che circonda il lago è lungo 2,6 chilometri. Se cammini a passo normale ci metti 45 minuti, forse un’ora se ti fermi a guardare il panorama ogni tanto. Il dislivello è praticamente zero – siamo già a 1.754 metri, quindi l’unica salita l’hai fatta in auto per arrivare qui. Il percorso è segnalato, largo, con panchine ogni cento/ducento metri.
Tutti ti diranno che è “adatto a tutti”. E in teoria è vero. Ma lasciami precisare, perché ho visto famiglie con passeggini imprecare contro il fondo naturale del sentiero e turisti in infradito scivolare sui sassi bagnati.
Il lato nord del lago, quello che guarda le Tre Cime, ha un fondo ben battuto e compatto. Passeggini? Fattibile. Il lato est, verso i Cadini, ha tratti con radici, sassi affioranti e sezioni dove dopo una pioggia si formano piccole pozze. Con scarpe da trekking non è un problema. Con ciabatte da spiaggia, sì. Il lato ovest, quello sotto il Monte Cristallo, è il più panoramico e anche il più frequentato. Il lato sud, verso Auronzo, è il più tranquillo e quello dove di solito trovi meno gente.
Se hai bambini piccoli che camminano da soli, il giro è fattibile dai cinque anni in su. Prima di quell’età meglio uno zaino porta-bimbi, soprattutto se vuoi fare il percorso completo senza fermarti ogni dieci minuti. Non è questione di difficoltà, è questione di interesse: un bambino di tre anni si annoia dopo cinquecento metri di sentiero piatto.

Quando fare il giro (e quando no)
Qui casca l’asino. La maggior parte della gente arriva tra le dieci e le quattordici, l’orario peggiore per fare il giro del lago. Caldo, luce piatta, troppa gente, parcheggi pieni. Poi mi chiedono perché le foto non vengono bene come quelle che vedono su Instagram.
L’orario migliore è il mattino presto, tra le sei e le otto. Il lago è uno specchio, l’aria è fresca, il sole illumina le Tre Cime in modo laterale creando contrasti bellissimi. Trovi pochissime persone e puoi camminare in pace. Lo svantaggio? Devi svegliarti presto, e in montagna la mattina fa freddo anche d’estate. Portati una giacca.
Il tardo pomeriggio, dalle diciassette in poi, è l’altra fascia buona. La luce si ammorbidisce, i pullman turistici sono ripartiti, e il lago torna vivibile. Il tramonto qui non è spettacolare come quello che vedi sulle Tre Cime, ma ha una sua atmosfera particolare, soprattutto in autunno quando il sole cala dietro il Cristallo.
A mezzogiorno, con il sole a picco, i riflessi spariscono e le montagne perdono definizione. Le foto vengono piatte. Se arrivi a quell’ora pazienza, fai il giro lo stesso, ma sappi che non è il momento ideale.

Cosa guardare mentre cammini
Il punto forte del giro del lago è che ogni lato offre una prospettiva diversa. Non è solo una passeggiata circolare dove il paesaggio è sempre uguale.
Lato nord: La vista classica sulle Tre Cime di Lavaredo. Qui trovi i punti fotografici più battuti, con le panchine piazzate nei posti migliori. Le Tre Cime le vedi da lontano, ma quando l’aria è limpida sembrano vicinissime. Se c’è vento da nord il lago si increspa e i riflessi spariscono. Se è calmo, il riflesso è perfetto. Non puoi prevederlo, è fortuna.
Lato est: Guarda i Cadini di Misurina, formazioni rocciose verticali che sembrano dita di pietra. Meno iconici delle Tre Cime, ma altrettanto impressionanti. Da qui parte anche il sentiero per la via ferrata Alberto Bonacossa, che sale proprio verso i Cadini. Se vedi gente con casco e imbrago, stanno andando lassù.
Lato ovest: Il Monte Cristallo domina completamente il paesaggio. È una parete enorme, sempre in ombra fino al tardo pomeriggio. Qui il sentiero è il più largo e passa vicino ad alcune strutture storiche, incluse le vecchie rimesse per le barche. La vista è più aperta, respiri meglio. È il lato dove mi fermo più spesso.
Lato sud: Guarda verso la Val Pusteria e la valle che scende verso Auronzo di Cadore. Meno spettacolare degli altri lati, ma più intimo. Qui trovi il vero silenzio, soprattutto nelle ore centrali quando tutti stanno dall’altra parte.
Le stagioni cambiano tutto
Ho fatto questo giro centinaia di volte, e ti garantisco che il lago cambia completamente aspetto a seconda del periodo.
Estate (giugno-agosto): Il periodo più frequentato. L’acqua è ancora fredda, ma qualcuno ci si tuffa lo stesso anche se non è consentita la balneazione. I prati intorno al lago sono verdi, i larici ancora scuri. Il sentiero è asciutto e compatto. L’unico problema è la folla: nei weekend di luglio e agosto puoi trovare code di persone. Se vieni in questo periodo, punta su alba o tardo pomeriggio.
Se camminando ti viene voglia di un tuffo, meglio saperlo prima: nel lago la balneazione è vietata — nell’articolo spiego il motivo e dove fare il bagno davvero, a un’ora da qui.
Autunno (settembre-ottobre): Per me il momento migliore. A fine settembre i larici iniziano a cambiare colore, diventando giallo oro. L’aria è più fresca, le giornate più corte, ma la luce è incredibile. Puoi trovarti con nebbia bassa che sale dalla valle e avvolge tutto, o con giorni talmente limpidi che vedi fino alle Alpi Austriache. I turisti diminuiscono drasticamente dopo metà settembre. Il sentiero può essere bagnato con le prime piogge autunnali.
Inverno (dicembre-marzo): Il lago ghiaccia completamente. Il giro diventa una camminata sulla neve battuta, con racchette o scarponi invernali. Il paesaggio è completamente bianco, il silenzio totale. Alcuni anni organizzano il polo a cavallo sul ghiaccio, uno spettacolo particolare. Ma se vieni d’inverno devi essere attrezzato: temperature sotto zero, vento che taglia, visibilità che può azzerarsi in mezz’ora se arriva la nebbia. Non è per tutti.
Primavera (aprile-maggio): La stagione più imprevedibile. Puoi trovare ancora neve sul sentiero ad aprile, oppure giornate soleggiate a maggio con i primi fiori. Il lago si scongela lentamente, l’acqua è torbida per qualche settimana. È il periodo con meno turisti, perfetto se cerchi solitudine. Il meteo però è instabile, e può piovere improvvisamente anche con il cielo sereno.

Quello che nessuno ti cice
Ci sono alcuni dettagli pratici che scopri solo vivendoci, e che nessuna guida turistica ti racconta.
Il sentiero non è illuminato. Se pensi di fare il giro al tramonto, calcola bene i tempi perché quando il sole scende dietro le montagne qui diventa buio in dieci minuti. Porta sempre una torcia, anche d’estate.
Non ci sono fontanelle lungo il percorso. L’unico punto acqua è vicino ai parcheggi. Se è luglio e fa caldo, portati una borraccia piena.
I bagni pubblici sono solo nella zona del parcheggio principale. Sul sentiero non c’è niente. Tienilo presente se hai bambini. Non sporcare, non lo fanno gli animali, non farlo tu.
Il fondo del sentiero, dopo una pioggia intensa, può diventare fangoso in alcuni tratti. Se hai camminato sotto il temporale e pensi di fare il giro con le scarpe pulite, ripensaci.
In primavera e autunno alcune sezioni del sentiero possono avere rami caduti o piccoli smottamenti. Di solito vengono sistemati in fretta, ma capita di dover fare piccole deviazioni.
Quanto tempo serve davvero
Se mi chiedi quanto dura il giro del lago di Misurina, la risposta onesta è: dipende da cosa vuoi fare.
Puoi farlo in trenta minuti camminando veloce senza fermarti mai. L’ho visto fare molte volte. Ma è come andare al Louvre e correre davanti alla Gioconda per dire di averla vista.
Puoi farlo in quarantacinque minuti camminando normalmente, fermandoti qualche volta per le foto. È quello che fa la maggior parte della gente, ed è un tempo ragionevole.
Oppure puoi impiegare due ore, sedendoti sulle panchine, osservando come cambia la luce, aspettando che il vento cessi per vedere i riflessi, parlando con qualche locale che passa col cane. E quello è il modo giusto per capire questo posto.
Il mio consiglio? Calcola almeno un’ora e mezza. Non per camminare, ma per guardare. Se hai fretta, scegli un altro posto.
Il giro con bambini
Molte famiglie mi chiedono se il percorso è fattibile con i bambini. La risposta breve è sì, ma con dei distinguo.
Se hai bambini dai cinque anni in su che sono abituati a camminare, il giro è perfetto. Il sentiero è sicuro, non ci sono punti esposti o pericolosi, e la lunghezza è gestibile. Portati qualche snack e fermati spesso, trasformando la passeggiata in un gioco di osservazione: chi vede per primo le Tre Cime, chi conta più panchine, chi trova tracce di animali, chi conta più anatre e papere. Questo era il mio gioco preferito, oltre a fotografarle TUTTE.
Con bambini più piccoli, serve organizzazione. Lo zaino porta-bimbi è più pratico del passeggino, soprattutto sul lato est. Se usi il passeggino, metti in conto che potresti trovare alcune zone un pò meno battute.
Il problema vero con i bambini non è il percorso, è mantenerli interessati. Un giro circolare di quarantacinque minuti può sembrare eterno a un bambino di quattro anni. Serve inventiva: raccontare la leggenda di Misurina, fermarsi a guardare i pesci nell’acqua, portarsi un binocolo per osservare le montagne. Trasforma la passeggiata in un’avventura, non in una marcia forzata.

Alternative al giro classico
Se hai già fatto il giro completo e vuoi qualcosa di diverso, ci sono alcune varianti.
Puoi fermarti a metà e prendere il sentiero che porta al Lago d’Antorno, venti minuti a piedi verso sud. È più piccolo, meno frequentato, e offre una prospettiva diversa sulle montagne. Lo faccio spesso quando Misurina è troppo affollato.
Puoi combinare il giro del lago con una salita al Monte Piana, anche se quello è un impegno di mezza giornata e richiede un minimo di allenamento. Ma se hai tempo e gambe, ne vale la pena.
Oppure puoi semplicemente trovare una panchina sul lato che preferisci e fermarti lì. Guardare il lago, le montagne, la gente che passa. Senza fretta.
Oppure puoi salire dietro l’hotel Miralago e percorrere il percorso rialzato del lago, arrivi sempre alla funivia del Col de Varda, camminando fra meno persone.
Cosa portarti dietro
Zaino leggero, ma con dentro:
- Giacca antivento anche d’estate (qui cambia tutto in mezz’ora)
- Crema solare e occhiali da sole (l’altitudine amplifica i raggi UV)
- Borraccia con acqua
- Snack (barretta, frutta secca)
- Macchina fotografica o telefono carico
- Scarpe chiuse con suola aderente, non ciabatte
Se vieni d’inverno aggiungi:
- Abbigliamento a strati
- Guanti e cappello
- Ghette se c’è neve fresca
- Bastoncini da trekking per l’equilibrio
Non serve altro. Non è un’escursione impegnativa, ma resta montagna. E in montagna è sempre meglio avere una cosa in più che una in meno.
Il momento giusto
Se mi chiedi quando è il momento migliore per fare il giro del lago di Misurina, dipende da cosa cerchi.
Se vuoi la cartolina perfetta con acqua calma e riflessi, punta su settembre o inizio ottobre, con partenza all’alba. Le probabilità di trovare condizioni ideali sono più alte.
Se vuoi stare tranquillo senza folla, vieni a maggio o in autunno inoltrato, dopo metà ottobre. Oppure d’inverno, se non ti spaventa il freddo.
Se viaggi con bambini e vuoi temperature miti, fine giugno o inizio luglio, evitando agosto.
Ma la verità è che ogni stagione ha il suo fascino, se sai cosa aspettarti. Ho visto il lago spettacolare a gennaio con meno dieci gradi, e noioso ad agosto con il sole a picco e duecento persone sul sentiero. Non è solo il periodo, è anche la fortuna. E l’atteggiamento con cui arrivi.
Ultima cosa
Il giro del lago di Misurina non è un’esperienza estrema. Non è una conquista. È una passeggiata di quarantacinque minuti che chiunque può fare. Ma è anche una delle poche cose rimaste dove puoi davvero fermarti, guardare, e respirare senza che nessuno ti dica cosa devi provare o cosa devi fotografare.
Fallo con calma. Siediti su una panchina e aspetta che il vento cada per vedere i riflessi. Osserva come la luce cambia sul Cristallo ogni dieci minuti. Parla con chi incontri sul sentiero. Cammina in silenzio invece di ascoltare musica nelle cuffie.
Le Tre Cime le vedi da lontano, ma se vuoi andarci ti servono altre tre ore a piedi. I Cadini sono sulla tua sinistra, ma salirli richiede attrezzatura. Il Cristallo è davanti a te, ma scalarlo è un’altra storia. Qui, sul lago, puoi stare nel mezzo di tutto questo senza dover dimostrare niente. È una fortuna rara, e molti non se ne accorgono.
Io ci passo tutte le volte che posso, e continuo a trovare dettagli nuovi. Dipende da quanto sei disposto a guardare.
Grazie Nonni, Grazie Misurina.

