
Arrivi al lago di Misurina alle undici di mattina di un sabato di agosto e pensi “mi hanno fregato”. Parcheggio intasato, famiglie con lo zaino da città che fotografano il lago, fila per il pedalò. Il classico errore: credere che Misurina sia solo quel chilometro di acqua che riflette le Tre Cime.
La verità è che Misurina funziona, ma devi sapere quando e come prenderla. Ho visto gente partire delusa dopo mezz’ora di giro del lago, e altri che sono rimasti una settimana scoprendo che questo pezzo di Dolomiti a 1754 metri ha molto più da offrire della cartolina. Dipende da cosa cerchi e da quanto sei disposto a svegliarti presto.
Questa guida non è la solita lista di “10 cose imperdibili”. Ti spiego cosa vale davvero la pena fare qui, cosa puoi saltare, e soprattutto quando farlo per evitare di trovarti in mezzo alla folla. Perché Misurina può essere uno dei posti più belli delle Dolomiti o una trappola turistica, e la differenza la fai tu.
Quando Misurina funziona (e quando è meglio stare altrove)
Parliamo chiaro: non tutte le stagioni sono uguali e non tutti i momenti della giornata ti daranno la stessa esperienza. L’estate è comoda – tutto aperto, parcheggi funzionanti, rifugi accessibili – ma è anche quando Misurina mostra il suo lato peggiore: affollamento, prezzi alti, code ovunque. Se vieni tra luglio e metà agosto, devi accettare che condividerai il lago con qualche migliaio di persone. Non è necessariamente un male, ma sai com’è.
L’autunno è il momento che consiglio a chi vuole capire davvero queste montagne. Fine settembre, primi di ottobre: i larici diventano oro, l’aria si fa più fresca, e soprattutto spariscono quasi del tutto i pullman. Il lago riflette le Dolomiti con una luce diversa, più fredda, e i sentieri si svuotano. Il contro? Alcuni rifugi chiudono presto, e il meteo può essere ballerino.
Ma è d’inverno che Misurina diventa un altro posto. Da dicembre a marzo il lago ghiaccia, resta solo chi sa perché è qui, e la località si trasforma. Niente più code, niente più confusione. Gli scialpinisti partono alle sei del mattino verso il Cristallo, qualche fotografo insegue l’alba, e il silenzio è rotto solo dal vento che scende dalla Val Popena. Se cerchi l’esperienza più autentica, vieni quando c’è la neve. Certo, devi essere attrezzato e preparato, ma è lì che capisci perché certa gente sceglie di vivere a 1754 metri.
La primavera è un limbo: troppo presto per il turismo estivo, troppo tardi per lo sci. Però se ti piace camminare senza vedere nessuno e non ti spaventano i sentieri ancora bagnati, aprile e maggio hanno il loro fascino. Attento però, in quota puoi trovare ancora ghiaccio e neve, oltre a nevicate dell’ultimo minuto: sei in alta montagna.
Un consiglio pratico: se vieni d’estate e vuoi goderti Misurina senza la folla, devi svegliarti: presto. Alle sei del mattino il lago è deserto, la luce è perfetta, e hai un paio d’ore prima che arrivi il primo pullman. Funziona anche al tramonto, ma meno – la gente resta fino a tardi per le foto.
Le escursioni che contano (e quelle che puoi saltare)
Il giro del lago è quello che fanno tutti. Circa 2,6 chilometri, pianeggiante, 45 minuti camminando piano. È carino, ma non è per questo che dovresti venire a Misurina. Se hai poco tempo e vuoi solo dire “ci sono stato”, ok. Ma se hai una giornata intera, ci sono cose che meritano molto di più.
Il sentiero Bonacossa verso i Cadini di Misurina è un’altra storia. Qui si cammina davvero: sei ore tra andata e ritorno, 500 metri di dislivello, e arrivi in mezzo a guglie di roccia che sembrano uscite da un altro pianeta. Non è tecnicamente difficile, ma devi essere allenato e avere l’attrezzatura giusta. Se piove, lascia perdere – il sentiero in discesa diventa scivoloso e non vale la pena rischiare. Quando andare? Da metà giugno a fine settembre, partendo la mattina presto. È il tipo di escursione che ti fa capire perché le Dolomiti sono patrimonio UNESCO, non per sentito dire ma perché lo vedi.
Le Tre Cime di Lavaredo sono la meta più famosa, ma da Misurina ci arrivi a piedi in giornata solo se sei ben allenato (sono tre ore solo per arrivarci). La strada panoramica a pedaggio ti porta al Rifugio Auronzo (una quarantina di euro a macchina), da lì parte il giro delle Tre Cime che è spettacolare ma anche frequentatissimo. La domanda che mi fanno sempre: meglio alba o tramonto? Risposta: alba, senza dubbio. Al tramonto c’è la fila per fare le foto. All’alba sei praticamente da solo, la luce è più drammatica, e vivi l’esperienza invece di documentarla. Parti da Misurina alle cinque e mezza, arrivi al rifugio per le sei, e hai le Tre Cime per te per un’ora buona.
Il Rifugio Col de Varda è raggiungibile con la seggiovia o a piedi tramite il sentiero 120. Parcheggio gratuito alla partenza della seggiovia, questo è già un punto a favore. In circa un’ora e mezza arrivi al rifugio a 2106 metri, da lì puoi proseguire verso il Rifugio Città di Carpi o tornare giù. È un’escursione media, niente di estremo, ma i panorami sul Sorapiss e sulle Marmarole sono notevoli. Se hai bambini piccoli o gente poco allenata nel gruppo, usa la seggiovia. Altrimenti sali a piedi e risparmi il biglietto.
Poi c’è il Monte Piana. Qui non si viene solo per camminare. Museo a cielo aperto della Grande Guerra, trincee, postazioni, gallerie scavate nella roccia. Circa 14.000 morti su questa montagna tra il ’15 e il ’17, e quando cammini tra le fortificazioni capisci quanto fosse assurdo combattere a 2300 metri. C’è una navetta che sale da giugno a novembre, 15 euro andata e ritorno, poi cammini per un paio d’ore tra i resti. Non è un’escursione difficile, ma è intensa. Se ti interessa la storia più del semplice panorama, il Monte Piana è probabilmente la cosa più interessante che puoi fare da Misurina.
Cosa puoi saltare? Il lago Antorno, sinceramente. Carino, ma se hai poco tempo e hai già visto Misurina, non aggiunge molto. È a due chilometri, ci arrivi in dieci minuti di macchina, ma è più piccolo e meno spettacolare. Va bene se hai bambini e vuoi un posto tranquillo per un picnic, altrimenti puoi evitarlo. Io ci vado spesso, è comunque una coccola ed è meno affollato di Misurina.
Misurina d’inverno: sci, silenzio e lago ghiacciato
D’inverno Misurina cambia completamente. Il comprensorio Auronzo-Misurina ha 25 chilometri di piste, niente di che se confrontato con i grandi comprensori, ma perfetto per famiglie e principianti. Le piste sono ampie, poco affollate, e il fatto che siano quasi tutte per principianti è un vantaggio se hai bambini che imparano. Non venire qui se cerchi piste nere e adrenalina, ma se vuoi sciare senza il caos di Cortina, funziona.
Lo sci di fondo è un’altra cosa. I percorsi intorno al lago sono ben battuti e offrono panorami che da soli valgono la fatica. Se non l’hai mai provato, questo è un buon posto per iniziare – i tracciati sono relativamente facili e non troppo lunghi. Noleggio attrezzature disponibile in paese.
Le ciaspolate sono il modo migliore per esplorare Misurina in inverno se non sei sciatore. Con le racchette puoi andare ovunque: intorno al lago ghiacciato, verso i boschi, su sentieri che d’estate sono troppo affollati. La sensazione di camminare nel silenzio totale, con solo il rumore della neve sotto i piedi, è una di quelle cose che non si dimenticano. Serve attrezzatura minima: ciaspole, scarponi caldi, abbigliamento a strati. Se non hai esperienza, ci sono guide locali che organizzano escursioni di gruppo. Oppure puoi prenotare la tua escursione con guida privata.
Ma la cosa che nessuno si aspetta è camminare sul lago ghiacciato. Quando le temperature scendono abbastanza a lungo, il lago diventa una distesa bianca perfettamente liscia. È surreale. Non c’è più il riflesso delle montagne, c’è solo il bianco del ghiaccio e il silenzio. Ovviamente devi essere sicuro che sia abbastanza ghiacciato – chiedere ai locali è d’obbligo. Di solito da metà gennaio a fine febbraio è sicuro, ma controlla sempre.
Quello che apprezzo di Misurina d’inverno è che non c’è la pressione di “fare tutto”. Puoi anche semplicemente stare, camminare piano, guardarti intorno. Il turismo slow qui funziona meglio in inverno che in estate, paradossalmente. Ci sono meno distrazioni, meno stimoli esterni, e finisci per rallentare naturalmente.
Quello che nessuno ti dice: storia, cibo e come muoverti
La maggior parte dei turisti viene a Misurina, fa il giro del lago, magari sale alle Tre Cime, e se ne va. Ma ci sono strati di questa zona che rimangono invisibili se non sai dove guardare.
Monte Piana e la Grande Guerra: ne ho già parlato, ma vale la pena insistere. Camminare tra quelle trincee ti fa capire quanto fosse assurda quella guerra. Soldati che morivano di freddo prima ancora che di colpi, postazioni scavate nella roccia a 2300 metri, battaglie combattute in condizioni impossibili. Ci sono ancora proiettili, resti di baraccamenti, gallerie che puoi attraversare. Se vuoi capire cosa significa combattere in montagna, devi andarci. E fallo con una guida se puoi – i racconti dei locali danno un senso a quello che vedi.
Cibo e tradizione: questo è un gap che trovo assurdo. Tutti parlano di escursioni, nessuno ti dice dove mangiare davvero bene. I ristoranti turistici intorno al lago servono il minimo sindacale… Se vuoi mangiare piatti veri delle Dolomiti – canederli fatti bene, speck affumicato localmente, formaggi di malga – devi spostarti ad Auronzo o salire ai rifugi. Il Rifugio Col de Varda ha una cucina decente e la vista paga il biglietto. Ma se vuoi un’esperienza più autentica, scendi ad Auronzo di Cadore o Cortina e cerca le trattorie dove mangiano i locali. Non ti do nomi perché cambiano, ma ti accorgi subito dalla clientela: se vedi solo turisti con lo zaino tecnico, probabilmente è un posto turistico. Se vedi operai e anziani del posto a pranzo, hai trovato il posto giusto.
Come muoverti senza auto: sì, si può. D’estate ci sono le navette Dolomitibus che collegano Cortina e Misurina con corse regolari. Funziona bene, risparmi il parcheggio (che d’estate è a pagamento ovunque tranne alla seggiovia Col de Varda), e non devi stressarti per trovare posto. Se vuoi essere ancora più sostenibile, noleggia una e-bike ad Auronzo e sali pedalando. Sono 12 chilometri da Cortina, fattibili anche se non sei un ciclista professionista. L’unica rottura è che con i mezzi pubblici sei vincolato agli orari, quindi pianifica bene.
Parcheggi e logistica: questo è il tema che nessuno affronta onestamente. D’estate i parcheggi intorno al lago sono a pagamento e si riempiono presto. Se arrivi dopo le 10, buona fortuna. Alternative: parcheggia alla seggiovia Col de Varda (gratuito) e scendi a piedi al lago in 15 minuti. Oppure usa i parcheggi di Auronzo e prendi la navetta. D’inverno il problema non esiste, trovi sempre posto.
Se vieni con bambini (ma senza illusioni)
Misurina viene venduta come destinazione family-friendly, e in parte lo è. Ma bisogna essere realistici: non tutto qui è adatto a bambini piccoli, e se pensi di portare un passeggino su sentieri di montagna, ripensaci.
Il giro del lago funziona con bambini sopra i 4-5 anni che camminano da soli. È pianeggiante e sicuro, ci sono panchine per fermarsi, e non ci sono pericoli particolari. Ma è anche noioso per un bambino: 45 minuti di camminata senza stimoli particolari. Porta qualcosa per intrattenerli – binocolo per osservare gli uccelli, una mappa del lago, giochi di osservazione. Altrimenti dopo dieci minuti iniziano a lamentarsi.
Il Giardino delle Farfalle nella Riserva Naturale di Somadida è perfetto per bambini. 300 metri dall’ingresso c’è il centro visitatori, poi un percorso facile e didattico tra prati e boschi dove osservare farfalle e insetti. I bambini si divertono, imparano qualcosa, e tu non devi preoccuparti di sentieri esposti o dislivelli impegnativi. Da metà giugno a fine agosto è il momento migliore.
Per le escursioni più lunghe, sinceramente, valuta bene. Il sentiero Bonacossa non è per bambini sotto i 10-12 anni, a meno che non siano molto allenati e abituati alla montagna. Le Tre Cime sono fattibili con bambini grandicelli, ma preparati a tempi lunghi e pause frequenti. Il Monte Piana è interessante anche per ragazzi più grandi, ma solo se sono sensibili al tema storico – altrimenti vedranno solo “sassi vecchi”.
Sicurezza: le montagne non perdonano la superficialità. Anche su un sentiero facile, serve abbigliamento adeguato, acqua, protezione solare, e un minimo di preparazione. Il meteo cambia velocemente, le temperature scendono con l’altitudine, e un bambino stanco o spaventato è un problema serio. Se non hai esperienza di montagna con bambini, inizia con percorsi brevi e sicuri. Non improvvisare.
Dove dormire con bambini? Cerca strutture ad Auronzo o Misurina che abbiano servizi dedicati: menu per bambini, aree gioco, camere familiari. Molti hotel hanno aggiornato l’offerta negli ultimi anni. Prenotare con anticipo è fondamentale – a Misurina ci sono pochi posti letto e in alta stagione si riempiono velocemente.
Come ti organizzo Misurina in base al tempo che hai
Un giorno solo: Giro del lago la mattina presto (prima delle 9), poi scegli: o sali alle Tre Cime con la macchina e fai almeno un pezzo del giro, o vai al Monte Piana se ti interessa la storia. Non cercare di fare tutto, non hai tempo. Pranzo al sacco, ritorno prima del tramonto.
Un weekend: Primo giorno escursione impegnativa (Cadini o Tre Cime complete). Secondo giorno più rilassato: Col de Varda, lago Antorno, giro del lago al tramonto. Se è inverno: un giorno di sci o ciaspole, un giorno sul lago ghiacciato e relax.
Una settimana: Qui puoi permetterti di esplorare davvero. Alterna escursioni impegnative a giorni di riposo. Visita il Monte Piana, scendi ad Auronzo per i mercati, fai almeno una cena seria in un rifugio, concediti una giornata lenta senza programmi. Se sei in inverno, mescola sci, ciaspole, e momenti di puro dolce far niente.
Dove dormire: A Misurina hai scelta limitata e prezzi abbastanza alti. Se vuoi risparmiare o avere più opzioni, guarda Auronzo (10 minuti di macchina) o Cortina (20 minuti, ma più caotica e cara). La Via di mezzo è dormire ad Auronzo e visitare Misurina di giorno.
Quando prenotare: D’estate, almeno 3-4 mesi prima se vuoi stare vicino al lago. D’inverno un po’ meno, ma sempre con anticipo. Last minute a Misurina praticamente non esiste in alta stagione.
La verità è che Misurina funziona se accetti di rallentare. Non è un posto dove spuntare liste di cose da fare, è un posto dove stare. Ci vuole un cambio di mentalità: meno foto, più osservazione. Meno fretta, più presenza. Se arrivi con l’atteggiamento giusto, capisci perché certa gente sceglie di vivere qui. Se arrivi solo per la cartolina, probabilmente rimarrai deluso.
Io dopo vent’anni continuo a trovarci cose nuove. Ma solo perché ho imparato a guardare.