
Dove dormire a Misurina
Ogni estate qualcuno mi chiama dicendo “ho prenotato un hotel a Misurina, ma il parcheggio
Il Lago di Misurina è una delle mete più suggestive e rinomate del Cadore, incastonato tra le spettacolari Dolomiti bellunesi. Circondato da imponenti cime come le Tre Cime di Lavaredo e il Monte Cristallo, il lago offre uno scenario naturale di grande fascino che conquista visitatori di ogni età.

Ogni estate qualcuno mi chiama dicendo “ho prenotato un hotel a Misurina, ma il parcheggio

La prima volta che qualcuno sale su una di queste barche, lo capisco subito. C’è
La settimana scorsa un turista mi ha chiesto se poteva fare il bagno nel lago. Era agosto, mezzogiorno, trentadue gradi. Gli ho risposto: “No, non dovrebbe nemmeno provare, l’acqua viene dai ghiacciai e dopo tre minuti potrebbe essere in ipotermia”.
Il Lago di Mirusina non è balneabile, non lo è mai stato. Eppure ogni estate qualcuno ci prova.
Misurina è questo: un lago alpino a 1.754 metri che tutti fotografano ma pochi capiscono davvero. Lo chiamano “la perla delle Dolomiti” – e va bene, il soprannome ci sta – ma quello che rende speciale questo posto non sono i riflessi perfetti per Instagram. È il microclima particolare che ha reso questa zona un punto di riferimento per la cura delle patologie respiratorie. È l’aria che sale dalla Val Pusteria e si ferma qui, trattenuta dalle pareti del Cristallo e dei Cadini. È il fatto che d’inverno, quando spariscono i pullman turistici, il lago ghiaccia e diventa una distesa bianca dove, spesso, l’unico rumore è il vento.
Se arrivi qui a ferragosto a mezzogiorno troverai i parcheggi pieni, code per i pedalò e gente che cerca disperatamente un angolo libero per il selfie. Se arrivi alle sette di mattina a fine settembre, quando i larici cominciano a diventare oro e la nebbia si alza lenta dal fondovalle, capisci perché avrei scelto di vivere a questa quota da almeno vent’anni.
Questa guida nasce per chi vuole capire le Dolomiti, non solo attraversarle. Troverai informazioni pratiche – quando venire, come arrivare, dove i parcheggi sono davvero comodi – ma anche quello che nessun depliant ti dice: che il sentiero delle Tre Cime è tecnicamente facile ma con pioggia diventa un incubo, che l’alba al Rifugio Auronzo vale più di qualsiasi tramonto affollato, che a Misurina l’inverno è un’altra cosa.
Misurina è una frazione di Auronzo di Cadore, provincia di Belluno, incastonata tra alcune delle pareti più famose delle Dolomiti. Il lago sta a 1.754 metri sul livello del mare – quota che si sente, soprattutto se sei abituato a vivere in pianura e arrivi qui pensando di fare una passeggiata come al parco sotto casa.
La superficie è piccola: 0,14 chilometri quadrati, circa un chilometro di lunghezza. Il giro completo sono 2,6 chilometri, quarantacinque minuti camminando con calma. La profondità massima? Cinque metri. Per questo l’acqua è così trasparente: è poco profondo, freddo, e il ricambio idrico continuo mantiene tutto limpido. Nei giorni senza vento le Tre Cime si specchiano perfette sulla superficie. Quei giorni capitano, ma non sono frequenti come vorrebbe la gente che arriva con la macchina fotografica.
L’origine del lago è glaciale. Durante l’ultima glaciazione i ghiacciai hanno scavato la valle e lasciato questa conca naturale. Intorno hai le Tre Cime di Lavaredo a nord-est – quelle che tutti conoscono anche senza essere mai stati qui – il Monte Cristallo a ovest, i Cadini di Misurina a est. Poco più a sud c’è il Lago d’Antorno, più piccolo e meno turistico, che vale sempre una deviazione se vuoi stare più tranquillo.
Il microclima è la vera particolarità di questa zona. L’aria qui è diversa, lo notano tutti dopo un paio d’ore. Non è suggestione: la conformazione della valle crea condizioni particolari, con proprietà balsamiche riconosciute anche dalla medicina. Per questo negli anni Cinquanta hanno costruito l’Istituto Pio XII, specializzato nella cura dell’asma infantile. Funziona ancora oggi, e non è un caso che stia proprio qui.
Da Cortina d’Ampezzo sono dodici chilometri lungo la Strada Statale 48 bis delle Dolomiti. La strada è bella, panoramica, con curve che ti portano in quota in modo progressivo. I parcheggi principali sono tre, tutti vicini al lago. Il problema è che in alta stagione – luglio, agosto, e i weekend di bassa stagione quando il tempo è bello – si riempiono presto e sono tutti a pagamento (quello della DeSpar ha disco orario di un ora).
Il mio consiglio? Se vieni in estate, arrivi prima delle otto o dopo le diciassette. A mezzogiorno trovi il caos, e non è il modo giusto per conoscere questo posto. Se vieni d’inverno la situazione è completamente diversa: parcheggi abbastanza vuoti, silenzio, e il lago che diventa una superficie ghiacciata dove ogni tanto passano gli scialpinisti diretti verso la Val Popena.
Per chi non ha l’auto ci sono gli autobus stagionali da Cortina. Funzionano bene in estate e inverno, meno in primavera e autunno quando le corse si riducono. Da Belluno o Venezia puoi prendere il treno fino a Calalzo di Cadore, poi l’autobus per Cortina, e da lì la navetta per Misurina. È fattibile, ma richiede organizzazione. Gli orari cambiano ogni stagione, quindi meglio controllare prima sul sito della Dolomiti Bus.
Una cosa: se arrivi in auto e vuoi proseguire per le Tre Cime, da Misurina parte la strada a pedaggio per il Rifugio Auronzo va prenotata la salita, anche se si dispone di pass per portatori di handicap. Sono otto chilometri di tornanti, la strada è stretta, e in estate c’è traffico. Costa 40 euro (2025) per l’auto, ma ti risparmia tre ore di cammino in salita. Poi decidi tu se vale la pena. Per me, se hai gambe e fiato: SALI A PIEDI!
Il giro classico del lago è la prima cosa che fa chiunque arrivi qui. Durata: 45 minuti se cammini normalmente, un’ora se ti fermi a guardare il panorama ogni cento metri (cosa che farai). Il sentiero è pianeggiante, largo, con punti dove sedersi. Tecnicamente è accessibile anche con passeggini, ma alcune sezioni hanno fondo naturale con qualche radice e sassi, quindi meglio uno zaino porta-bimbi se hai figli piccoli.
Lungo il percorso trovi aree picnic – quelle vere, con tavoli e panche – e diversi punti panoramici. Il lato nord offre la vista migliore sulle Tre Cime, il lato ovest guarda il Cristallo. Se vuoi la foto perfetta con i riflessi, la luce migliore è al mattino presto o nel tardo pomeriggio. A mezzogiorno il sole è troppo alto e i contrasti sono piatti. Si, oltre che del lago, sono appassionato anche di fotografia.
Per chi vuole camminare sul serio, da Misurina partono diversi sentieri. Il più famoso è quello per le Tre Cime di Lavaredo: puoi salire a piedi dal lago (tre ore di dislivello, non semplice, ma appagante e fatto personalmente a sette anni prima di un diluvio) oppure prendere l’auto fino al Rifugio Auronzo e da lì fare il Giro delle Tre Cime. Quest’ultimo è un anello di circa quattro ore, difficoltà media, con tratti esposti ma mai troppo tecnici. È uno dei trek più battuti delle Dolomiti, quindi in estate aspettati compagnia.
Il sentiero attrezzato Alberto Bonacossa è un’altra opzione, ma qui serve esperienza. È una via ferrata vera, con cavi fissi e gradini metallici, che sale verso i Cadini di Misurina. Serve kit da ferrata (imbrago, dissipatore, moschettoni) e testa per l’altezza. Se non l’hai mai fatto, meglio prendere una guida. Io l’ho percorso più volte e continuo a ripetere la stessa cosa: la ferrata bella è quella che finisce bene.
Il Lago d’Antorno è a venti minuti a piedi verso sud, lungo un sentiero comodo. È più piccolo di Misurina, meno frequentato, e se vuoi stare un pò più tranquillo è una buona alternativa. Stesso paesaggio, meno gente. Io ci vado spesso quando Misurina è troppo piena, trovo un pò più di “montagna”.
In estate puoi noleggiare pedalò e piccole barche a remi. Non sono economici – circa 15-20 euro per mezz’ora – ma se hai bambini piccoli è un modo per farli stare sul lago senza annoiarsi dopo dieci minuti di passeggiata. Le barche partono dalla sponda est, vicino ai parcheggi principali. Non mi esprimo sull’eticità e quanto questa esperienza sia “da montagna”, ricordo che la prima volta fu circa trent’anni fa, c’erano e ci saranno.
Bagno: no, non si può fare. L’acqua è troppo fredda, il fondale è melmoso in alcuni punti, e non ci sono aree attrezzate. Ogni estate qualcuno prova lo stesso, ma di solito dopo trenta secondi esce correndo. Se vuoi nuotare vai in piscina a Cortina, qui si cammina e si guarda. Se vuoi fare il bagno in un lago balneabile delle Dolomiti scendi in Val Pusteria e vai al Lago di Issengo, trovi anche giochi per bambini ed una piattaforma per i tuffi, che non si possono fare.
Misurina d’inverno è completamente diversa. Il lago ghiaccia – di solito da dicembre a marzo – e diventa una superficie bianca dove ogni tanto organizzano eventi come il polo a cavallo sul ghiaccio. È uno spettacolo particolare, cavalli che corrono sul lago ghiacciato con il Cristallo sullo sfondo. Se ti piace il genere, vale la pena programmare una visita nei weekend di gennaio o febbraio quando ci sono le competizioni.
Ma la vera bellezza dell’inverno qui è il silenzio. Spariscono i pullman, restano gli scialpinisti che partono alle cinque del mattino e qualche fotografo che insegue l’alba. Se vieni in questa stagione capisci perché avrei scelto di restare.
Da Misurina alle Tre Cime ci sono due modi: a piedi o in auto fino al Rifugio Auronzo. La strada a pedaggio parte dal lago e sale con una serie di tornanti stretti fino a quota 2.320 metri. Da lì parte il Giro delle Tre Cime, l’anello più famoso delle Dolomiti.
La domanda che mi fanno sempre: meglio alba o tramonto? Risposta: dipende da cosa cerchi. Se vuoi la luce più drammatica e i colori caldi sulle pareti, tramonto. Se vuoi stare da solo e non in mezzo a trecento persone con il treppiede, alba. Io scelgo sempre l’alba. La luce è più fredda ma più pulita, e quando arrivi al Rifugio Locatelli alle sei del mattino sei praticamente solo. Poi fai tu.
Oltre alle Tre Cime, da Misurina puoi raggiungere altri punti meno conosciuti ma altrettanto belli. I Cadini di Misurina sono un gruppo di guglie e torri rocciose a est del lago, famosi tra gli arrampicatori. Il Monte Piana, a nord, è un museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale: trincee, camminamenti, postazioni. L’escursione è semplice, due ore di salita (o venti minuti con le jeep), e oltre alla storia c’è una vista incredibile sulla valle.
Il Monte Piana è una delle escursioni che consiglio sempre. Si parte da Misurina o dalla Val Popena e si sale lungo un sentiero comodo che porta in cima a 2.324 metri. Qui trovi un museo a cielo aperto della Grande Guerra: trincee austriache e italiane, postazioni di artiglieria, gallerie scavate nella roccia. È storia vera, tangibile, che ti fa capire cosa significava combattere a questa quota.
L’escursione dura circa due ore in salita, il sentiero è largo e ben segnato. In cima, oltre alla parte storica, c’è una vista che spazia dalle Tre Cime alla Val Pusteria. In estate ospita anche l’Highline Meeting, un evento internazionale di slackline dove atleti camminano su corde tese tra le cime. È uno spettacolo impressionante, se ti capita di esserci vale la pena fermarsi.
Per chi va in mountain bike, da Misurina e Auronzo partono diversi percorsi che si collegano con l’Alta Via n. 3, uno dei sentieri di lunga percorrenza più noti delle Dolomiti. I tracciati variano per difficoltà: ci sono anelli facili per famiglie e salite toste per biker allenati. Le mappe si trovano presso l’ufficio turistico di Auronzo o scaricabili online.
La leggenda di Misurina è quella classica delle Dolomiti: re Sorapiss, figlia Misurina, specchio magico donato dalla fata del Monte Cristallo.
La ragazza vuole lo specchio, il padre si oppone, lei fugge, lui si trasforma in montagna e piange lacrime che formano il lago. È una storia bella, romantica, che racconta bene il rapporto tra queste popolazioni e le montagne.
Non credo sia vera eh – probabilmente no – ma mi piace l’idea che ogni lago, ogni valle, ogni cima qui abbia una storia. Le leggende ladine sono piene di fate, streghe, giganti di pietra. Sono racconti che nascono da gente che viveva in quota tutto l’anno e vedeva le montagne cambiare forma con la luce, con le stagioni, con le nuvole. Se ti capita di parlare con qualche anziano di Auronzo o Cortina, fatti raccontare queste storie.
Dal punto di vista storico, il lago si è formato per l’azione dei ghiacciai durante l’ultima glaciazione. Il nome “Misurina” viene dal ladino, la lingua che ancora oggi si parla in Val Badia e in altre valli dolomitiche. È un nome antico, che testimonia quanto questa zona sia abitata da sempre.
Nel Novecento Misurina è diventata importante per un altro motivo: il microclima. Negli anni Cinquanta hanno costruito l’Istituto Pio XII per curare i bambini con asma e problemi respiratori. L’aria qui ha proprietà particolari, riconosciute dalla medicina, e ancora oggi l’istituto è attivo. Non è una cosa da poco: significa che questo posto ha un valore che va oltre il turismo.
L’estate – giugno, luglio, agosto – è la stagione più affollata. Le giornate sono lunghe, il clima è mite (anche se qui sopra “mite” significa 20-25 gradi di giorno e 10-15 di notte), e puoi fare tutte le attività: trekking, pedalò, escursioni lunghe. Il problema è la gente. Se vieni in questo periodo, muoviti presto al mattino o nel tardo pomeriggio.
L’autunno è la mia stagione preferita. Settembre e ottobre regalano colori incredibili: i larici diventano gialli, l’aria è tersa, i turisti diminuiscono. Le temperature scendono – preparati a 5-10 gradi di giorno a ottobre – ma se ti vesti bene è il momento perfetto per camminare. La luce di fine settembre sulle Dolomiti è qualcosa che devi vedere almeno una volta.
L’inverno trasforma tutto. Da dicembre a marzo il lago ghiaccia, la neve copre i sentieri, e Misurina diventa base per lo scialpinismo e le ciaspolate. Ci sono solo due impianti di sci alpino – il più importante è quello del Col de Varda – chi cerca l’alpinismo invernale trova pane per i suoi denti. Le temperature vanno spesso sotto zero, il vento può essere tagliente, ma se ami la montagna vera questa è la stagione giusta.
La primavera è variabile. Aprile e maggio sono mesi di transizione: la neve si scioglie, i prati cominciano a fiorire, ma il tempo può cambiare rapidamente. Non è la stagione più turistica, quindi se cerchi tranquillità può essere una buona scelta. Attenzione ai sentieri in quota: fino a giugno possono esserci ancora neve e ghiaccio.
La frazione ha circa 500 posti letto distribuiti tra hotel, chalet, appartamenti e pensioni. La scelta dipende dal budget e dal tipo di vacanza che cerchi. Gli hotel più grandi – tre o quattro stelle – hanno spa e ristoranti interni. Sono comodi per famiglie e per chi vuole servizi completi. I prezzi variano: in alta stagione si parte da 150-200 euro a notte per una doppia con mezza pensione.
Se preferisci una soluzione più indipendente, ci sono appartamenti e chalet in affitto. Costano meno degli hotel ma non hanno servizi inclusi. Auronzo di Cadore, a dieci chilometri, offre un’alternativa con più scelta e spesso prezzi più accessibili.
Per la ristorazione, a Misurina trovi qualche ristorante e rifugio, ma l’offerta non è vastissima. La vicinanza ad Cortina risolve il problema: lì ci sono più locali, pizzerie, trattorie dove mangiare piatti tipici del Cadore. Se alloggi a Misurina e vuoi cenare fuori, metti in conto almeno dieci minuti di auto.
Molte strutture stanno lavorando sull’accessibilità per persone con disabilità e su iniziative sostenibili. Non è ancora tutto perfetto – siamo in montagna, alcune cose sono strutturalmente difficili da modificare – ma l’attenzione c’è. Se hai esigenze particolari, meglio chiedere direttamente alla struttura prima di prenotare.
Parcheggi: tre parcheggi principali intorno al lago. In estate si riempiono velocemente. Arrivi presto o accetti di girare un po’. In inverno non c’è quasi mai problema.
Quando venire: dipende da cosa cerchi. Estate per il classico, autunno per i colori e meno folla, inverno per il silenzio e la neve.
Cosa portare: anche in estate serve una giacca. La temperatura scende sempre verso sera. Scarpe comode per camminare – non serve lo scarpone da montagna per il giro del lago, ma le infradito non vanno bene. In inverno: strati, cappello, guanti. Il vento qui sopra è serio.
Meteo: controlla sempre le previsioni. In montagna il tempo cambia rapidamente. Se vedi nuvole scure che salgono dalla valle, preparati: in mezz’ora può arrivare un temporale.
Rifornimenti: ci sono diversi piccoli negozii a Misurina per le cose essenziali e per quei souvenir non proprio tipici ma sempre graditi. Per spese più importanti meglio fermarsi ad Auronzo o a Cortina prima di salire.
Nato e cresciuto fra la Repubblica di San Marino la Romagna e le Dolomiti. Misurina l’ho scoperta da piccolo, grazie ai Nonni e da allora, non l’ho mai dimenticata ne abbandonata. Quando posso sono qui: dove un giorno, magari, mi ritirerò.